Le immagini si aprono sulla lontana Cina nel 1979. Una coppia riesce a sfuggire alla legge che limita le nascite ad un solo figlio, dando vita a due femminucce Yun e Mei. La seconda nata però deve vivere in piena clandestinità, altrimenti se verrà scoperta la famiglia sarà condannata. Passano gli anni e le scene riportano a Roma, nel quartiere Esquilino, verso metà degli anni Novanta. La secondogenita Mei si ritrova nel cuore di Roma, nel ristorante cinese “La città proibita”. Nel covo di un potente criminale cinese che tratta le giovani donne, il gioco d’azzardo e altri affari illeciti. La ragazza è alla ricerca di sua sorella maggiore, che è diventata una schiava del sesso. Da qui in poi inizia l’avventura, senza un attimo per annoiarsi. Un film magistralmente diretto da Gabriele Mainetti, già sorprendente nella regia di Lo chiamavano Jeeg Robot, capace di riportare il Kung Fu al cinema combinandolo con la realtà di una città in cui convivono etnie, crimini e personaggi tipici della Capitale. Mainetti si dimostra all’altezza di utilizzare un genere caratteristico e non amato da tutti, il kung fu movie, per renderlo del tutto originale, dal sapore nostrano e vicino alla nostra vita. L’abilità di far vivere Roma fuori dai cliché in un luogo reale e straordinario, dove i paradossi sono accettati dallo spettatore che si apre a vivere la sua avventura metropolitana possibile. Un plauso alla fotografia di Paolo Carnera. Ottime le caratterizzazioni di Annibale, il personaggio interpretato da Marco Giallini, e quella di Lorena interpretata da Sabrina Ferilli. Mei, interpretata da Yaxi Liu, si rivela una brava attrice coinvolgente ed emozionante, oltre a muoversi magistralmente. Tante le citazioni cinematografiche che abbiamo colto e ci sono piaciute, perché fatte senza altisonanza ma semplicemente per condividerle con il pubblico. Qualcosa ci ha ricordato anche il sapore di “Delitto al Blu Gay” un film di Bruno Corbucci del 1984, con Tomas Milian, nei panni dell’ispettore Nico Giraldi. Insomma per noi questo film è l’occasione per lasciarsi andare a un avventura possibile.
Ancora un altro bel film di Gabriele Mainetti: La città proibita.
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